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Carlo Felice di Savoia (1821-1831) · Regno di Sardegna

2 lire · 1823-1831

Scudo triangolare rialzato · ø 27 mm · 9,32/10,00 g · Ag

Carlo Felice di Savoia 1821 1831 Regno di Sardegna 2 lire 1823 1831 Scudo triangolare rialzato 27 mm 9,32 10,00 g Ag dritto
Carlo Felice di Savoia 1821 1831 Regno di Sardegna 2 lire 1823 1831 Scudo triangolare rialzato 27 mm 9,32 10,00 g Ag rovescio
  • Note tipologia keyboard_arrow_down

    Il CNI [I, p. 449, n. 88], ripreso poi da altri autori, cataloga una moneta da 2 lire 1830 per Torino con il marchio l in losanga, di cui non si conosce alcun esemplare (occorrerebbe verificare l'esemplare segnalato nella collezione reale), e non cita invece quella con il marchio p in ovale, moneta reperibile con discreta facilità. A tale proposito occorre segnalare che il CNI, dopo avere ben descritto una moneta di riferimento, cataloga tutte le altre monete che seguono o con l'abbreviazione "Id." di idem o con la semplice indicazione della località ospitante la zecca. Quindi, è del tutto plausibile l'ipotesi che, in fase di catalogazione non si sia tenuto conto del cambio di marchio del direttore della fabbricazione della zecca di Torino, che nel 1830 divenne Andrea Podestà (identificato dal marchio p in ovale) in luogo di Filippo Lavy (identificato dal marchio l in losanga), oppure che gli autori che si sono riferiti al CNI, proprio in virtù di una non agevole consultazione del testo, non abbiano catalogato correttamente questa moneta. Noi riteniamo che la moneta in oggeto, catalogata dal CNI [v. supra], possa essere, in realtà, quella con il marchio p in ovale.

    Pagani [1982, p. 10, n. 90], ripreso poi da altri autori, cataloga la seguente moneta, riprendendola dal Dotti, Rolla [1927, p. 41, n. 53 bis], che non cita alcuna fonte e verosimilmente si rifà al quantitativo indicato da Carboneri [1915b, pp. 856-857, tab. B]: 2 lire 1829 Torino (99.262 pezzi coniati). Questa moneta non è stata catalogata né da Promis [II] né dal CNI [I]; inoltre, di questa moneta non si conosce alcun esemplare e si ritiene che il quantitativo di produzione segnalato da Carboneri [v. supra] sia stato usato per coniare, in quell'anno, monete da 2 lire in argento con date differenti.

    Le monete da 2 lire in argento furono coniate dal 1823 al 1831, complessivamente, in 1.634.973 pezzi, per un totale di 3.269.946 lire, esclusi i campioni del 2 lire del 1823 per Torino e i pezzi previsti per il 2 lire del 1825 per Genova di cui non si conoscono i quantitativi [Carboneri 1915b, pp. 854-859, tab. B].

    Tra le monete aventi la legenda del contorno composta dai tre motti fert, in incuso tra nodi e rosette, se ne possono trovare alcune in cui, seppur raramente, per la consunzione, deformazione o rottura, dovuta all'usura delle lettere f, e, r e t poste in incuso sulla ghiera, uno, due o tutti i tre motti si presentano alterati in fekt, fent, fept, feri, ffkt, ffrt, fih, fikt, fkrt, iiki o iirt. Più frequentemente, invece, può capitare che, per l'errata disposizione della ghiera, vi siano delle monete che presentano la legenda del contorno impressa al contrario, ossia quando i tre motti fert appaiono capovolti rispetto alla faccia del dritto.


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