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Carlo Felice di Savoia (1821-1831) · Regno di Sardegna

40 lire · 1822-1831

Scudo triangolare rialzato · ø 26 mm · 12,89/12,91 g · Au

Carlo Felice di Savoia 1821 1831 Regno di Sardegna 40 lire 1822 1831 Scudo triangolare rialzato 26 mm 12,89 12,91 g Au dritto
Carlo Felice di Savoia 1821 1831 Regno di Sardegna 40 lire 1822 1831 Scudo triangolare rialzato 26 mm 12,89 12,91 g Au rovescio
  • Note tipologia keyboard_arrow_down

    Il CNI [I, p. 449, n. 94], ripreso poi da altri autori, cataloga una moneta da 40 lire 1831 per Torino con il marchio l in losanga, di cui non si conosce alcun esemplare (occorrerebbe verificare gli esemplari segnalati nella collezione reale e nel museo di Vienna), e non cita invece quella con il marchio p in ovale, moneta reperibile con discreta facilità. A tale proposito occorre segnalare che il CNI, dopo avere ben descritto una moneta di riferimento, cataloga tutte le altre monete che seguono o con l'abbreviazione "Id." di idem o con la semplice indicazione della località ospitante la zecca. Quindi, è del tutto plausibile l'ipotesi che, in fase di catalogazione non si sia tenuto conto del cambio di marchio del direttore della fabbricazione della zecca di Torino, che nel 1830 divenne Andrea Podestà (identificato dal marchio p in ovale) in luogo di Filippo Lavy (identificato dal marchio l in losanga), oppure che gli autori che si sono riferiti al CNI, proprio in virtù di una non agevole consultazione del testo, non abbiano catalogato correttamente questa moneta. Noi riteniamo che la moneta in oggeto, catalogata dal CNI [ibid.], possa essere, in realtà, quella con il marchio p in ovale.

    Pagani [1982, p. 8, n. 43], ripreso poi da altri autori, cataloga la seguente moneta, riprendendola dal Dotti, Rolla [1927, p. 43, n. 86], che non cita alcuna fonte e verosimilmente si rifà al quantitativo indicato da Carboneri [1915b, pp. 824-825, tab. A]: 40 lire 1926 Genova (2.840 pezzi coniati). Questa moneta non è stata catalogata né da Promis [II] né dal CNI [I]; inoltre, di questa moneta non si conosce alcun esemplare e si ritiene che il quantitativo di produzione segnalato da Carboneri [v. supra] sia stato usato per coniare, in quell'anno, monete da 40 lire in oro con date differenti.

    Le monete da 40 lire in oro furono coniate dal 1822 al 1831, complessivamente, in 58.444 pezzi, per un totale di 2.337.760 lire [Carboneri 1915b, pp. 822-827, tab. A]. Carboneri [ibid., p. 825] riferisce che nel 1826 furono coniati, a Torino, 23.118 pezzi da 40 lire; tuttavia, dato che non si conosce alcuna moneta di questo tipo con questa data, egli suppone che il quantitativo in questione sia stato coniato con la data 1825, ne risulta che gli esemplari del 1825 coniati a Torino dovrebbero essere 38.888, ossia 15.770 pezzi coniati nel 1825 più altri 23.118 coniati nel 1826. Dal 1862 al 1915 furono ritirati dalla circolazione 8.242 pezzi di queste monete [Simonetti II, p. 278, nota 3], per un totale di 329.680 lire.

    Tra le monete aventi la legenda del contorno composta dai tre motti fert, in incuso tra nodi e rosette, se ne possono trovare alcune in cui, seppur raramente, per la consunzione, deformazione o rottura, dovuta all'usura delle lettere f, e, r e t poste in incuso sulla ghiera, uno, due o tutti i tre motti si presentano alterati in fekt, fent, fept, feri, ffkt, ffrt, fih, fikt, fkrt, iiki o iirt. Più frequentemente, invece, può capitare che, per l'errata disposizione della ghiera, vi siano delle monete che presentano la legenda del contorno impressa al contrario, ossia quando i tre motti fert appaiono capovolti rispetto alla faccia del dritto.


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