Il CNI [I, pp. 449, nn. 91, 98], ripreso poi da altri autori, cataloga le monete da 50 centesimi 1830 e 1831 per Torino con il marchio l in losanga, di cui non si conosce alcun esemplare (occorrerebbe verificare gli esemplari segnalati nella collezione reale), e non cita invece quelle con il marchio p in ovale, monete reperibili sul mercato anche se quella datata 1831 è rarissima. A tale proposito occorre segnalare che il CNI, dopo avere ben descritto una moneta di riferimento, cataloga tutte le altre monete che seguono o con l'abbreviazione "Id." di idem o con la semplice indicazione della località ospitante la zecca. Quindi, è del tutto plausibile l'ipotesi che, in fase di catalogazione non si sia tenuto conto del cambio di marchio del direttore della fabbricazione della zecca di Torino, che nel 1830 divenne Andrea Podestà (identificato dal marchio p in ovale) in luogo di Filippo Lavy (identificato dal marchio l in losanga), oppure che gli autori che si sono riferiti al CNI, proprio in virtù di una non agevole consultazione del testo, non abbiano catalogato correttamente queste monete. Noi riteniamo che la monete in oggeto, catalogate dal CNI [v. supra], possano essere, in realtà, quelle con il marchio p in ovale.
Pagani [1982, p. 11, nn. 110, 116], ripreso poi da altri autori, cataloga le seguenti monete, riprendendole dal Dotti, Rolla [1927, pp. 41, 44, nn. 64, 116], che non cita alcuna fonte e verosimilmente si rifà ai quantitativi indicati da Carboneri [1915b, pp. 854-857, tab. B]: 50 centesimi 1824 Torino (che Carboneri indica come prova dal quantitativo coniato sconosciuto) e 50 centesimi 1828 Genova (194.050 pezzi coniati). Queste monete non sono state catalogate né da Promis [II] né dal CNI [I]; inoltre, di queste monete non si conosce alcun esemplare e si ritiene che i quantitativi di produzione segnalati da Carboneri [v. supra] siano stati usati per coniare, in quegli anni, monete da 50 centesimi in argento con date differenti.
Le monete da 50 centesimi in argento furono coniate dal 1823 al 1831, complessivamente, in 3.520.097 pezzi, per un totale di 1.760.048 lire e 50 centesimi [Carboneri 1915b, pp. 854-859, tab. B].