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Repubblica Italiana - Lire (1946-2001) · Repubblica Italiana · Monetazione del secondo periodo dal 1951

1.000 lire · 1970

Pavimentazione · ø 31,4 mm · 14,5562/14,6438 g · Ag

Repubblica Italiana Lire 1946 2001 Repubblica Italiana Monetazione del secondo periodo dal 1951 1.000 lire 1970 Pavimentazione 31,4 mm 14,5562 14,6438 g Ag dritto
Repubblica Italiana Lire 1946 2001 Repubblica Italiana Monetazione del secondo periodo dal 1951 1.000 lire 1970 Pavimentazione 31,4 mm 14,5562 14,6438 g Ag rovescio
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    Questa moneta d'argento da L. 1.000, è stata coniata nel 1970, dalla Zecca di Stato di Roma, per celebrare il primo centenario di Roma capitale d'Italia. Il tipo del dritto raffigura una testa velata di donna raffigurante la Concordia, tratta da un denario romano repubblicano della famiglia Aemilia del 62 a.C; il tipo del rovescio raffigura la riproduzione del disegno ovoidale di Michelangelo del pavimento della piazza del Campidoglio in Roma. L'incisione del conio del dritto è opera di Guerrino Mattia Monassi, quella del rovescio di Laura Cretara che, anche se la sua sigla non appare nella moneta, diviene la prima donna in Italia a disegnare una moneta.

    Il DLPR 392/1970, poi convertito in legge dalla L 577/1970, autorizza la fabbricazione e l'emissione della moneta d'argento da L. 1.000 commemorativa di Roma capitale d'Italia. Il successivo DPR del 1970a definisce le caratteristiche tecniche ed artistiche della moneta, con la conseguente approvazione del tipo, ed il contingente da coniare destinato alla circolazione, in valore nominale, stabilito in L. 2.000.000.000 (2.000.000 di pezzi). Di queste monete, 2.500 esemplari furono confezionati in coppia con gli analoghi esemplari di prova [Gigante 2018, p. 654, nota dopo il n. 1]. Successivamente, il DPR 1970c stabilisce un ulteriore contingente di L. 1.140.000.000 (1.140.000 pezzi), poi ridotto dal DPR 1971a a L. 1.011.000.000 (1.011.000 pezzi), da inserire nelle serie divisionali annuali di monete del 1970, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, elevando il valore nominale complessivo dell'emissione a L. 3.011.000.000 (3.011.000 pezzi). Infine, il DM 1970 determina il suo corso legale a decorrere dal 20 settembre 1970. Non siamo riusciti a reperire alcun decreto concernente il potere liberatorio relativo al taglio monetale da L. 1.000 d'argento.

    Questa moneta ebbe un notevole successo di pubblico. Addirittura, Ceschina [1970, p. 11], riporta che "Gli impiegati dei ministeri, cui era stato promesso, con lo stipendio, almeno un pezzo d'argento da 1.000, protestano ora perché non hanno ricevuto nulla. Anche a Ivrea i postini hanno protestato, con uno sciopero di 3 ore il 9 gennaio, contro la mancata consegna, nello stipendio di dicembre, della moneta da 1.000 lire d'argento".

    Al fine di favorire il ritiro dalla circolazione delle monete in lire, per fare posto a quelle in euro, il limite del potere liberatorio di queste monete fu abolito a decorrere dal 5 dicembre 2001 [DM 2001w]; le medesime monete ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000], quando le monete in lire furono sostituite dalle nuove monete in euro, già in circolazione dal 1° gennaio dello stesso anno. Tutte le monete in lire, aventi ancora corso legale nel 2002, poterono essere convertite in euro entro il 28 gennaio 2016 [L 289/2002]. Tuttavia, è bene ricordare che, a causa dell'aumento del prezzo dell'argento, il valore intrinseco di queste monete superò, nel corso del tempo, quello legale; pertanto, furono tolte dalla circolazione dagli stessi cittadini che le tesaurizzarono.

    In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.

    Le monete metalliche d'argento da L. 1.000, celebrative del primo centenario di Roma capitale d'Italia, furono coniate nel 1970, complessivamente, in 3.011.000 pezzi (L. 3.011.000.000). Di questo quantitativo, 2.000.000 di pezzi (L. 2.000.000.0000) furono coniati per la circolazione e 1.011.000 pezzi (L. 1.011.000.000) per essere inseriti nelle serie divisionali annuali di monete, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, confezionate in appositi contenitori dalla Zecca di Stato [Gigante 2018, p. 654; DPR del 1970a; DPR 1970c; DPR 1971a].


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