Questa moneta bimetallica da L. 1.000, composta da una corona circolare di bronzital e da un disco centrale di cupronichel, del tipo "Italia turrita" del 2° tipo, è stata coniata dal 1997 al 2001 dalla Zecca di Stato di Roma. Il tipo del dritto raffigura, in una cornice a dodici lati, la testa dell'Italia turrita; il tipo del rovescio raffigura, in una cornice a dodici lati, la rappresentazione geografica dell'Europa con meridiani e paralleli, nel centro i cinque cartigli formano i contorni di una stella. L'incisione del conio del dritto è opera di Laura Cretara, quella del rovescio di Uliana Pernazza.
La L 96/1997 autorizza il Tesoro dello Stato a coniare ed emettere il tipo monetale metallico da L. 1.000. Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione ordinaria del tipo "Italia turrita", sia del 1° sia del 2° tipo, il DM 1997n ne autorizza la fabbricazione e l'emissione; inoltre, stabilisce le caratteristiche tecniche ed artistiche, con la conseguente approvazione del tipo, il potere liberatorio, fissato a L. 200.000 (200 pezzi), ed il primo contingente da coniare, stabilito in L. 1.000.000.000.000. Infine, il DM 1997z determina il suo corso legale a partire dal 10 novembre 1997.
In questa moneta del 2° tipo, è stata corretta la rappresentazione geografica dell'Europa, posta nel rovescio, che nella moneta del 1° tipo era gravemente errata; tuttavia, la posizione della Danimarca non è corretta. Inoltre, nelle monete coniate in fior di conio, il rovescio di alcuni esemplari risulta essere stato coniato piuttosto male; infatti, la data, il marchio di zecca e la firma dell'autore risultano essere poco evidenti o, addirittura, mancanti. Infine, il conio dell'intera moneta può risultare piuttosto debole.
Al fine di favorire il ritiro dalla circolazione delle monete in lire, per fare posto a quelle in euro, il limite del potere liberatorio di queste monete fu abolito a decorrere dal 5 dicembre 2001 [DM 2001w]; le medesime monete, ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000], quando le monete in lire furono sostituite dalle nuove monete in euro, già in circolazione dal 1° gennaio dello stesso anno. Tutte le monete in lire, aventi ancora corso legale nel 2002, poterono essere convertite in euro entro il 28 gennaio 2016 [L 289/2002].
In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.
Le monete da L. 1.000 di questo tipo, datate 1999, 2000 e 2001, non furono immesse in circolazione e furono prodotte, sia in fior di conio sia in proof, unicamente per essere inserite nelle rispettive serie divisionali annuali di monete e vendute, dalla Zecca di Stato, ai collezionisti.
Le monete bimetalliche da L. 1.000, sia del 1° sia del 2° tipo, furono coniate dal 1997 al 2001, complessivamente, in 360.255.910 pezzi (L. 360.255.910.000). Più precisamente, 360.228.450 (L. 360.228.450.000) in fior di conio, di cui 100.000.000 (L.100.000.000.000) del primo tipo, con i confini europei errati, e 27.460 (L. 27.460.000) in proof. Di questi quantitativi, 360.000.000 di pezzi (L. 360.000.000.000), furono coniati, dal 1997 al 1998, per la circolazione e 255.910 pezzi (L. 255.910.000), tutti del secondo tipo, per essere inseriti nelle serie divisionali annuali di monete, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, confezionate in appositi contenitori dalla Zecca di Stato. Più precisamente, furono coniati, dal 1997 al 2001, 228.450 pezzi (L. 228.450.000) in fior di conio e 27.460 pezzi (L. 27.460.000) in proof [Gigante 2018, pp. 654-566].