Questa moneta bimetallica da L. 500, composta da una corona circolare di acmonital e da un disco centrale di bronzital, è stata coniata nel 1993 e 1994 (con data 1993), dalla Zecca di Stato di Roma, per celebrare il centenario della fondazione della Banca d'Italia. Il tipo del dritto raffigura un profilo di testa femminile, a simbolo della Repubblica, dalle cui tempie spuntano ali quali simbolo di intelligenza e libertà; il tipo del rovescio raffigura il monogramma della Banca d'Italia. L'incisione del conio del dritto è opera di Laura Cretara, quella del rovescio di Sergio Grossi.
La L 325/1976 autorizza la Zecca di Stato a fabbricare ed emettere il nuovo tipo monetale metallico da L. 500. Il successivo DPR 1981d stabilisce le caratteristiche tecniche della moneta ed il suo potere liberatorio, fissato in L. 50.000 (100 pezzi). Per quanto concerne, invece, questa specifica emissione celebrativa della Banca d'Italia, il DM 1993f stabilisce le sue caratteristiche artistiche, con la conseguente approvazione del tipo, e determina il suo corso legale a decorrere dal 1° marzo 1993.
Il contingente in valore nominale da coniare, valido per tutti i tipi di monete da L. 500 bimetalliche in fior di conio, siano esse ordinarie o celebrative, è stabilito, dal già citato DPR 1981d, in L. 300.000.000.000 (600.000.000 di pezzi). Successivamente, il contingente sarà più volte elevato in base ai seguenti provvedimenti: il DPR 1985c lo eleva a L. 750.000.000.000 (1.500.000.000 di pezzi); il DM 1992l lo eleva a L. 1.500.000.000.000 (3.000.000.000 di pezzi).
Si conoscono delle monete di questo tipo destinate alla circolazione che, per un'evidente consunzione del conio, presentano, nel rovescio, la data sinistra della celebrazione del centenario della Banca d'Italia priva della cifra "1": "893 / 1993" Gigante 2018, p. 660, nota dopo i nn. 58-59.
Al fine di favorire il ritiro dalla circolazione delle monete in lire, per fare posto a quelle in euro, il limite del potere liberatorio di queste monete fu abolito a decorrere dal 5 dicembre 2001 [DM 2001w]; le medesime monete, ebbero corso legale fino al 28 febbraio 2002 [L 388/2000], quando le monete in lire furono sostituite dalle nuove monete in euro, già in circolazione dal 1° gennaio dello stesso anno. Tutte le monete in lire, aventi ancora corso legale nel 2002, poterono essere convertite in euro entro il 28 gennaio 2016 [L 289/2002].
Di questa moneta, esistono due tipi che differiscono l'uno dall'altro per le dimensioni del disegno del monogramma della Banca d'Italia e della firma dell'incisore. Infatti, nelle prime monete coniate, le eccessive dimensioni del monogramma rendono di difficile lettura le date, relative alla celebrazione della moneta, poste ai suoi lati; inoltre, la firma dell'incisore è stata realizzata, per lo stesso motivo, di dimensioni ridotte. Per ovviare a questi inconvenienti, furono coniate delle nuove monete (varianti di conio rispetto alle prime monete coniate) simili, ma con il disegno del monogramma più piccolo e la firma dell'incisore più grande.
In forza della L 309/1968, la Zecca dello Stato fu autorizzata a fornire monete nazionali a corso legale, anche di determinata fabbricazione o di speciale scelta, confezionate - prima solo nella versione fior di conio e successivamente anche nella versione proof - in appositi contenitori, ad enti, associazioni o privati italiani o stranieri. Le monete proof (fondo specchio) sono monete i cui tondelli sono stati sottoposti, prima della coniazione della moneta, ad una particolare lavorazione che ne ha reso i fondi a specchio. Questo procedimento è diffuso nelle attuali monete per collezionisti, che, pur essendo a tutti gli effetti equiparate alle monete normali in fior di conio ed avendo corso legale, non sono immesse in circolazione ma vendute dalle Zecche nazionali, ai collezionisti, ad un costo superiore al loro valore nominale.
Parte del contingente di questa moneta fu inserito nelle serie divisionali di monete, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, del 1993, comprendenti i seguenti dodici valori da: L. 1, L. 2, L. 5, L. 10, L. 20, L. 50, L. 100, L. 200 "Aeronautica Militare", L. 500 "Banca d'Italia", L. 500 "Caravelle", L. 500 "Carlo Goldoni". La composizione delle serie, così come l'autorizzazione alla loro emissione, è stata stabilita dal DM 1993s, il quale ha pure determinato il prezzo di vendita al pubblico delle serie, IVA inclusa, in L. 61.500 per il fior di conio e in L. 123.000 per il proof. Il contingente delle serie è stato stabilito, complessivamente, in 58.700 pezzi, di cui 50.200 in fior di conio e 8.500 in proof [DM 1994i].
Tuttavia, a seguito delle specifiche esigenze del mercato collezionistico numismatico, molte monete di questo tipo, emesse nelle serie divisionali fior di conio, sono state tolte dalle loro confezioni originali, in cui la Zecca le aveva sigillate e vendute, per essere commercializzate singolarmente. Cosa, questa, che non succede per le monete proof, che, tranne rare eccezioni, sono commercializzate e collezionate unicamente nelle loro confezioni originali.
Le monete bimetalliche da L. 500, celebrative del centenario della fondazione della Banca d'Italia, furono coniate nel 1993 (per la circolazione) e nel 1994 (per le serie divisionali), complessivamente, in 90.008.500 di pezzi (L. 45.004.250.000). Di questo quantitativo, 90.000.000 di pezzi (L. 45.000.000.000) furono coniati per la circolazione e 58.700 pezzi (L. 29.350.000) per essere inseriti nelle serie divisionali annuali di monete, di speciale fabbricazione a corso legale per collezionisti, confezionate in appositi contenitori dalla Zecca di Stato. Più precisamente, furono coniati 50.200 pezzi (L. 25.100.000) in fior di conio e 8.500 pezzi (L. 4.250.000) in proof [Gigante 2018, pp. 657, 660; DM 1994i].